LE INTERVISTE POSSIBILI
LA FAME!
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Palermo - Ricordate i racconti dei nostri nonni? Ce ne parlavano sempre con grande serietà e con terrore. La fame, per loro che l'hanno vissuta davvero, è sempre stata uno spettro che ha aleggiato sulle loro vite: a volte pesantemente, a volte con leggiadria. Per questo ci ha stupito incontrarla l'altra sera. Mollemente seduta a un tavolino di un noto locale del centro cittadino, con l'aria assorta e con il viso emblematicamente smunto. Potevamo non intervistarla per voi?...
La Vucciria: Buona sera signora... o dobbiamo dire "signorina"?
La Fame: Spiritoso! Non venivo da queste parti da un bel po' e devo dire che il vostro senso dell'umorismo, anche in situazioni tragiche, non viene mai a mancare...
V: Che intende con "tragiche"? Non ci sembra che la situazione sia esattamente la stessa di qualche secolo fa... I governi si sono dati da fare parecchio per combatterla, o sbagliamo?
F: AHAHAHAHA [scoppia in una fragorosa e tonante risata NdR] Che le dicevo? Non mancate mai di stupirmi col vostro modo di scherzare... Crede davvero a quello che ha appena detto? Lo sa dove abito adesso? A metà strada fra la Somalia e l'Eritrea. Mi dica un po': pensa che da quelle parti io possa essere stata sconfitta? E badi che le ho citato i casi più eclatanti, quelli dove sono signora e padrona degli umani destini...
V: Mmmm... Le devo dare ragione. Ma, cosa l'ha spinta allora a tornare da queste parti?
F: Lei continua a fare lo spiritoso. Oppure sta cercando di spazientirmi. Ma si è guardato attorno? L'altro giorno ero tranquillamente sdraiata davanti a uno splendido tramonto africano. Da una radiolina, in lontananza, mi arrivarono - come un sussurro - le notizie degli scioperi a Termini Imerese e dei licenziamenti previsti a seguito della chiusura dello stabilimento automobilistico...
V: Ma il governo sembra intenzionato a fare qualcosa di serio in proposito [la interrompo NdR]
F: Lei, secondo me, o ci è o ci fa... Comunque, le stavo dicendo che dopo aver ascoltato quella notizia, dopo aver letto sui giornali che ancora oggi ci sono intere famiglie che abitano in dei containers mi sono detta che, forse, era ora di tornare a farvi visita.
V: E perché mai?
F: Si faccia quattro conti: sommi i disoccupati a tutti quei lavoratori - un tempo degni rappresentanti della classe media - che non riescono più ad arrivare a fine mese. A questi sommi poi l'enorme numero di anziani che con la sola pensione di anzianità non arrivano nemmeno ai primi 15 giorni del mese. Che cosa ne viene fuori?
V: Beh, messo così il quadro è davvero devastante...
F: Ecco! Vede che adesso comincia a ragionare? Il prossimo passo, magari fra vent'anni - non dico subito, sarà la mia grande rentreé in terra europea. Si immagina? Lo "spettro della fame" - come eravate usi appellarmi - che torna dalla porta principale. Uno spettacolo...
V: Macabro, direi.
F: E che credevate? Che la fame, cioè io, fosse ormai un ricordo? Voi nemmeno vi immaginate quanto le vostre ridicole politiche economiche mi stiano spianando il terreno. Dal mio personalissimo punto di vista, non poteva presentarsi un periodo migliore di questo. Si guardi intorno: guerre, il ritorno delle pestilenze, sfruttamento di manodopera... Prima o poi tutto questo scoppierà e io sarò lì a godermi lo spettacolo...
V: Mi scusi se sono franco, ma tutto questo fa venire i brividi.
F: Giusto! Sacrosanto! Ma i brividi da soli non bastano più... E ora, per favore, mi lasci pure tranquilla. C'è tanto ancora da vedere e da studiare...
Fa per alzarsi...
V: Ma non finisce nemmeno di mangiare?
F: Scherza? Ho un buon nome da difendere, io.
V: Beh, allora arrivederla signora Fame...
F: Signorina, prego.
Si alza dal tavolo con uno scatto felino. Non sembra, ma la Fame ha un'energia tale che sembra possa saltarti addosso da un momento all'altro. E il solo pensiero fa davvero un po'
paura...
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