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Storie

>> 07 aprile, 2010

EQUIVOCO CI FU!

I proiettili a Ciancimino jr. e le accuse a Lombardo
In esclusiva il restroscena che unisce i due avvenimenti
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Palermo - In queste settimane due fatti eclatanti hanno scosso l'establishment regionale. Da un lato Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia, è sotto inchiesta da parte della procura di Catania per sospetto concorso esterno in associazione mafiosa. Dall'altro, Massimo Ciancimino jr. (le cui dichiarazione stanno davvero facendo tremare i piani alti della politica italiana) ha ricevuto una busta con cinque proiettili di kalashnikov. Noi della Vucciria, ancora una volta, siamo in grado di svelarvi i retroscena che - a quanto pare - collegherebbero i due episodi. Vi proponiamo dunque, in esclusiva, uno stralcio della lunga intercettazione operata dai Carabinieri fra due esponenti di spicco della nuova cupola palermitana. Calogero Raccuglia e Don Tano, già curatore della nostra rubrica di posta.
[...]
Calogero Raccuglia: Tanuzzu, ma chi cumminasti?
Don Tano: Nenti, picchi?
C: Comu picchi? Ma chi littra ci mannasti a Massimino [Ciancimino jr. Ndr]
T: Picchi, chi littra c'arrivò?
C: Ma chi fa, 'unni leggi i ggiurnali? C'arrivò 'na busta cu' tri proiettili 'i canascicof... comu minchia si chiama, 'u mitra russo... Ma zu' Matteo 'un t'avia detto 'i mannarici i saluti du boss?!?
T: Ahhh... Du boss! Non di bossoli... Si vassia scrivissi megghiu l'italiano uno putissi puru capiri... I vostri, con rispetto parlando, 'un sunnu calligrafie ma zampi di gallina!
C: Tanuzzu, 'na minchiata facisti. Ora zu' Matteo 'ncazzato è...
T: E voi metteteci una bbuona parola. Macari spiegandoci che la vostra scrittura illeggibbile è...
C: Seee, e 'a quistioni di Raffaele com'a metti?
T: Raffaele cui?
C: 'U prisidenti d'a reggione...
T: Picchi, chi fici?
C: Comu chi fici? 'Un t'aviamo dittu 'i scrivirici 'na semplice richiesta di collabborazione da parte tua?
T: E io chidda ci scrissi: "Gentilissimo presidente, ci farebbe cosa molto gradita la Vostra illustrissima collabborazione negli affari nostri" Chistu ci scrissi... Come dicistivu Voi...
C: Tistuni! Eravate voi che dovevate collabborare con lui, non lui con noi!!!
T: Miiii, Calò! Voi v'aviti fari curari... Puru 'u pensiero vi devo interpretare!!! Ma chi fati babbiate?!? E ora chi facemo?!?
C: Mmmm... S'u sapi zu' Matteo 'nni fa nuovi. Sapiti chi faciemo, Tanuzzu?
T: Ditimi
C: Facemu finta 'i nenti. Comu s'iddu 'unn'avissimu mai sintutu...
T: Eh, ma 'u sapiti ca 'stu telefono è sutta controllu?
C: Minchia! E ora?
T: Calò... Sintiti...
C: Dicitimi
T: Itivinni a fari 'nto culu!
[...]

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Inchiesta

>> 15 febbraio, 2010

OPERAZIONE DOREMI
Un nuovo collaboratore di giustizia fa tremare l'Ariston. La SANREMO CONNECTION scuote le fondamenta del sistema canoro nazionale e pone nuovi, inquietanti, interrogativi: perché Toto Cutugno è arrivato sempre scondo? E i Jalisse, come hanno potuto vincere?
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Esclusivo: un nuovo filone si è abbattuto sulla tavola della magistratura inquirente. Per la verità da parecchi anni diverse procure cercano invano di chiarire alcuni misteri che impregnano l'ambiente dei canzonettari nazionali. Domande che hanno bruciato le notti insonni dei nostri segugi: perché Peppino di Capri ha partecipato per ben quindici volte al Festival di Sanremo? Come mai Toto Cotugno è sempre arrivato secondo e non ultimo, come di diritto ? Come hanno fatto i misteriosi Jalisse a vincere nel '97? E uno che si chiama Giò Di Tonno nel 2008? C'è un legame fra un certo Carta e la Sarda Anonima? Pippo Baudo, che ha avuto tredici occasioni tredici di presentare se stesso sul palco dell'Ariston, ha forse baciato in bocca Del Noce mordendogli il labbro inferiore? E tal Fabio Fazio, legato a noti ambienti intelletual-simil-comunisti con agganci nelle cellule di Terza Posizione, che ci faceva tra i fiori della Riviera? Ed infine, la domanda delle domande: perché il grande Apicella canta nell'ombra? Mai un festival, un CD, un singolo, una top, una hit, mezza cover, una clip. Perché si cela?Già si sapeva che nel passato la Grande Criminalità Nazionale, stanca ormai di stare a sentire sempre Aurelio Fierro e Tony Astarita, aveva abbandonato i suoi loschi interessi per il Festival della Canzone Napoletana. Ma solo oggi, grazie alle rivelazioni di un collaboratore di giustizia rese durante la pausa pranzo nel cortile del Carcere di Castellammare, possiamo seguire l'evoluzione storica delle sue mire che si sono subito spostate più a nord, fino a Sanremo, dove un respiro nazional-popolare ha fatto fare quel salto di qualità necessario per lo sviluppo musicale dell'organizzazione.Coniugando la necessità di svago canoro degli affiliati con gli interessi economici, la pesante mano nera si è abbattuta inesorabile sul pentagramma sconvolgendone le crome. Una vera Sanremo Connection si è presentata agli occhi degli investigatori: seguendo le indicazioni del nostro pentito si è potuta ricostruire la mappa della ragnatela occulta che ha fortemente condizionato il diffondersi del ritornello nella vita del nostro paese relegando nell'ombra grandi artisti dall'ugola vibrante, emarginati per sempre dal potere criminale che ha imposto alla società civile i suoi pezzi preferiti. Numerosi arresti sono stati effettuati nel tardo pomeriggio su tutto il territorio nazionale, isole escluse. Ma è contro il Terzo Livello che si combatte ora la vera battaglia per una canzone libera; nuovi sviluppi si attendono dall'interrogatorio dell'uomo chiave che ha assicurato i contatti fra lo Stato ed i trafficanti di spartiti. Proprio quell'Apicella che, camuffandosi sotto le mentite spoglie di menestrello da compagnia, ha in realtà tenuto le fila che dai garofani liguri alle camelie romane hanno tarpato le ali alle note di libertà del bel canto italico. [fonte Patorno]

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