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Storie

>> 07 giugno, 2010

ATTAPIRATISSIMO!
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Ma voi, come vi sentireste oggi se foste il primo cittadino di Palermo?!?
Mettetevi nei suoi panni, poveretto. Quando fu eletto sindaco di Palermo per la prima volta - nell'ormai lontano 2001 - non pensava di certo che sarebbe andata così. Il primo mandato di Diego Cammarata, allor giovine avvocato della città, era nato sotto i migliori auspici: nel 2002 la Giunta delle elezioni della Camera dei deputati affermò, per la prima volta nella storia, che "non sussistevano motivi di incompatibilità che ostassero al cumulo degli incarichi di sindaco di grande città e di parlamentare". Insomma il nostro poteva incamerarsi ben due signori stipendi senza che nessuno potesse dirgli nulla. Ereditava poi tutta una serie di progetti e finanziamenti già stanziati dalla precedente giunta comunale che lo avrebbero reso popolarissimo. Ricordate? La metropolitana cittadina, le aree urbane, il restauro del castello della Zisa, ecc. E gli slogan? Come dimenticare gli slogan? Dal roboante "Palermo città europea" (costato non pochi milioni alla comunità), al futuristico - perché sognava una cosa che mai si sarebbe avverata - "La Palermo di domani, nasce oggi. Stiamo progettando la metropolitana". Tanto futuristico che, infatti, la stanno ancora progettando. Ma ereditava, soprattutto, una cosa fondamentale per ogni politico che occupi un posto chiave: un enorme serbatoio di voti, gli LSU (Lavoratori Socialmente Utili).
Ma poi... E già, in questa nostra storia c'è un "ma poi..."
Il nostro povero Diego non aveva considerato che tutto questo bendidio gli si sarebbe, un giorno, rivoltato contro. E all'inizio del suo secondo mandato di sindaco, per giunta! E già, perché Cammarata fu rieletto con un numero spropositato di voti nelle elezioni amministrative del 2007. E, sentite un po', neppure un anno dopo "nel marzo del 2008 vengono arrestati due presidenti di seggio per aver falsificato 580 schede, in favore di una lista che appoggiava Cammarata. Nell'ottobre dello stesso anno vengono arrestati altre tre persone appartenenti alla lista Azzurri per Palermo, che sosteneva il sindaco Cammarata, per aver falsificato altre 450 schede elettorali". Ma vi pare, poveretto? Nemmeno il tempo di festeggiare che... ZAC! Un fulmine a ciel sereno. Un fulmine che annunciava la tempesta.
E così:
Fine 2009 - L'amministrazione comunale guidata da Cammarata viene "investita" dagli scandali relativi alla precedente gestione dell'Amia, l'azienda ex municipalizzata per la raccolta dei rifiuti, che presenta un buco di centinaia di milioni di euro, e da quello, rivelato da Striscia la Notizia, relativo alla barca di proprietà del sindaco, che sarebbe stata "custodita" dal dipendente di un'altra ex società comunale (la Gesip), il quale l'avrebbe affittata in nero a terzi.
Maggio 2010 - Il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, è indagato dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sulla discarica di Bellolampo gestita dall’Amia, l’ex azienda municipalizzata per la raccolta dei rifiuti.

Giugno 2010 - La Procura di Palermo notifica un avviso di garanzia al primo cittadino per truffa e abuso d'ufficio. Chiusa l'indagine sullo skipper tuttofare, dipendente di un'azienda comunale, che avrebbe accudito la barca del sindaco durante l'orario di lavoro.
Insomma, e torniamo alla domanda iniziale, ma voi, come vi sentireste oggi se foste il primo cittadino di Palermo?!?

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