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Il Calendario 2012!

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Biografie

>> 09 settembre, 2010

Ritratti di città
ENNA
Enna (Hennè per i cultori delle tinte forti), è considerata l'ombelico della Sicilia e, come tale, viene ripulita periodicamente con un cottonfioc. Grazie al Duce è il capoluogo di provincia più alto d'Italia. Per questo motivo la Lega Nord vi ha aperto una sua sede nel Castello di Lombardia,  con scarso successo politico, per la verità. Quando si chiamava Castrogiovanni veniva raramente menzionata a causa  della lunghezza del nome, come "Enna" viene invece citata più spesso.Vanta una storia millenaria ed altre più brevi. Essendo inespugnabile  per la sua posizione a triangolo nessuno la espugnò e rimase praticamente vergine: solo in seguito a tradimenti e sotterfugi fu  conquistata parecchie volte ma resistette sempre alle tentazioni. Oggi è  nota nell'isola per il suo autodromo dove quelli della Formula 3  eseguono ancora una folle corsa in coppia con Little Tony che, nonostante l'età ed il colesterolo galoppante, tiene ancora alto il  ciuffo della gara.

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Biografie

>> 31 luglio, 2010

Ritratti di città
TRAPANI
Sembra che la città di Trapani (si pronuncia trapani) sia nata dalla caduta di una falce dalle mani di Cerere o da quelle di Saturno (che se le perdevano di continuo) che si tramutò in una stretta ed arcuata lingua di terra tra due mari .
Fosse caduto un martello sarebbe stata un’altra storia: forma diversa e diverso nome.
Nella stessa zona ad Enea, invece, cadde Anchise, stecchito; e l’eroe lo seppellì sul Monte Erice per farlo poi reincarnare nel Prof. Zichichi, famoso produttore di barioni.

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Biografie

>> 03 luglio, 2010

Ritratti di città
PALERMO
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Breve storia della città

In antico esisteva una colonia di Fenici che - vuoi per la comodità del posto, vuoi per l'amenità dei luoghi, vuoi per le ottime cassate che ivi venivano preparate - si stanziarono in questi paraggi, tra i due fiumi che la circondavano, Papireto e Canneto, e il Monte Pellegrino, detto così perché non stava mai fermo.
I Fenici fondarono un paesino la cui economia era basata essenzialmente sul traffico illegale di perline di vetro da collane, ma tale attività fallì a causa dell'invenzione delle perline da braccialetto in plastica e il villaggio cadde presto in rovina. Fu così che cadde facilmente sotto gli attacchi dei romani(ai greci non interessava affatto conquistare tale paesino di secondo piano) che gli diedero il nome di Panormus, derivandolo dal greco. (In origine il nome del villaggio fu Zisz - che, al contrario di quanto si creda, stranamente in fenicio significa fiore - in quanto si trovava sul seno del Mar Tirreno. I Greci, per invidia del seno, la chiamavano col termine dispregiativo Pan-ormos, che significa letteralmente "tutto porto", ma per loro significava "Gné gné! Avete soltanto quello!!")
Sotto i Romani la città crebbe di importanza anche grazie alla realizzazione di una fabbrica di pollici opponibili a pochi stadi dal centro. La fabbrica garantì il lavoro a quasi tutti gli abitanti del luogo in quanto a quel tempo i pollici opponibili erano piuttosto richiesti.
Il problema di questa fabbrica però erano i suoi scarichi, che puntualmente venivano riversati abusivamente a mare, rendendo le coste non balneabili. Questo degrado della costa attirò molti vandali che con i loro stereo da spiaggia sparati a palla e con le loro bighe tamarre conquistarono facilmente le aree marittime impedendo così ai bagnanti di rinfrescarsi nelle afose giornate estive. I vandali, dopo aver imbrattato di scritte la metropolitana, distrutto le panchine dei giardinetti e orinato nella fontana del Genio, se ne andarono a cercare qualche altra città da vandalizzare. Fu in queste condizioni che Panormus fu trovata dai Mussulmani. Essi erano indecisi su cosa farsene di una cittadina imbrattata la cui unica fonte di sostegno era la fabbrica di pollici opponibili, tuttavia, attratti dall'improvviso odore nell'aria della Pasta cche' saidde cucinata da una signora del posto si fermarono dalla signora per pranzo. Evidentemente la signora cucinava bene, in quanto non se ne andarono più via per un bel pezzo.
Epoche meno passate
Ecco allora il periodo di grande fioritura dell'economia paliemmitana, con l'intensificazione dei ristoranti per Mussulmani - dove ovviamente non si mangiava carne di maiale, ma in compenso si era serviti da splendide odalische che portavano le pietanze curveggiando sensualmente - e l'apporto di nuovi elementi per nuove prelibatezze, amate soprattutto dai masochisti: Mazz' e Panelle (pane con schiaffi), Pane cca' Meusa (pane con sprangate)(NB: Questo è un sottile gioco di parole: Pane cca Meusa significa letteralmente Pane con la Milza, organo preposto alla lavorazione del ferro, Pasta cca' Muddica (pasta asciutta: la mollica è quella rimasta dai due piatti precedenti)
Ma i mussulmani, si sa, non sono molto amati dagli europei sin dal medioevo. Anzitutto perché nel medioevo in Europa si viveva in povertà e in guerra, mentre nei paesi Islamici si viveva nella ricchezza e in pace; poi perché in Europa l'ignoranza era dilagante, mentre nei paesi Islamici si leggevano Seneca, Catullo e si facevano importanti scoperte scientifiche (Sapevate che i numeri che utilizziamo (1,2,3,4,5...) sono derivati da quelli arabi? E che il termine Chimica viene dall'arabo Al Qimia? E che il primo microprocessore è attribuito ad Abdul Ibn Fr'qwam che visse nell'XI secolo in Siria?).
Questi sentimenti ostili spinsero i Normanni a conquistare i paesi Islamici in Europa, tra cui la Sicilia dov'è appunto ubicata Paliemmo, vuoi per un fiero sentimento cristiano, vuoi perché volevano vedere Afef nuda. Tuttavia i Normanni videro quanto fossero avanzati i Mussulmani in Sicilia, così anziché ucciderli decisero di convertirsi ai loro costumi, ma mai alla loro religione per paura della circoncisione. Mica scemi.
Sotto i Normanni la città si allargò al punto da diventare la città più grande abitata dal popolo Normanno, ma visto che essi in Normandia vivevano in agglomerati urbani composti da un massimo di cinque-sei palafitte la cosa non ci sorprende più di tanto. Ne fecero capitale del Regno delle due Sicilie e la riempirono di fontane, perché a furia di mangiare salato avevano sempre sete. (Ovviamente la storia ci insegna che tutte le cose belle finiscono, così Palermo viene persa ai dadi dall'ultimo Normanno che la cede agli Angioini, famiglia franco-napoletana dedita al gioco d'azzardo e famosa per usare dadi truccati. In quel tempo la capitale di Sicilia fu spostata a Napoli, come anche il capitale di Sicilia, e per farlo bisognò smontare ogni edificio e ri-assemblarlo, seguendo attentamente il foglietto illustrativo)
Epoche ancora meno passate
Il periodo più buio di Paliemmo si chiama Rinascimento. Strano, vero? In questo periodo viene fondata ufficialmente la Mafia, viene sperimentata la Corruzione e si trova sempre meno parcheggio in centro.
Questo ha causato un aumento della microcriminalità e del disagio sociale, come ricordato dall'aumento delle chiese erette in quei secoli. È infatti risaputo che le chiese vengono erette con i finanziamenti dei boss di quartiere per lavarsi la coscienza e che fungono anche da centri sociali con le loro parrocchie.
Dal 1861 fa parte dell'Italia e da allora le cose non sono cambiate più di tanto.
Ma questa è un'altra storia...
[fonte: nonciclopedia]




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Biografie

>> 23 giugno, 2010

Ritratti di città
SIRACUSA
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Storia
Fondata dai greci ai tempi dei Greci è Patrimonio all’unanimità Unesco dal 2005: tutti infatti sono stati concordemente felici di potersi appropriare dei fondi in moneta sonante attribuiti annualmente dalla nota Organizzazione Onu alle casse comunali e/o provinciali.
Ha l’aquila nello stemma, con l’ala sinistra chiusa, come se da quella parte non ci possa essere speranza di volare: la città, infatti, è stata quasi sempre amministrata dall’altra ala.
Il suo nome deriva dall’abbondanza delle sue acque: effettivamente l’urbe fa acqua da tutte le parti.
Al nucleo originario di Ortigia si sono aggiunti, nell’età antica, quelli di Acradina, Tiche, Neapoli ed Epipoli per cui, in greco ed in latino, è tutto al plurale: le Siracusae, le discariche, le monnezze, le paludi acquitrinose e le zanzare, le buche per le strade, ecc, ecc.
Comunicazioni
Difficilissima da raggiungere per la scarsità di collegamenti ferroviari, marittimi ed aerei può vantare comunque anche la totale carenza di trasporto pubblico locale, di parcheggi, di piste ciclabili, di verde pubblico.
Abbondano invece le rotatorie che contribuiscono a rendere più trafficate le già congestionate vie della città che, grazie all’impegno ed alla temerarietà culturale dei vari urbanisti che si sono succeduti nel tempo, si diramano “ad muzzum” (“a casaccio” per i non addetti ai lavori) intrecciandosi in fantasiosi arabesque sul territorio comunale.
Demografia
Siracusa conta circa 125.000 abitanti, tutti fermi in doppia fila o al centro della carreggiata se incrociano un parente o un amico da salutare.
Cultura e turismo
Corre voce tra la popolazione che annualmente, nel locale Teatro Greco, si tengano delle Rappresentazioni Classiche cui assistono stravaganti individui provenienti da altre zone d’Italia.
L’evento viene avvertito dai cittadini nelle zone limitrofe al Teatro a causa di una anormale perturbazione del caos veicolare e dalle presenza di uomini in divisa bluette fermi agli angoli di quelle vie. Pare si tratti di appartenenti ai segretissimi corpi di Polizia Municipale, di cui pur si narra l’esistenza, in una delle loro rarissime apparizioni.
Nonostante l’impegno profuso generosamente dalla popolazione tutta, dai commercianti e dagli operatori turistici e culturali per scoraggiare la loro presenza, è ancora possibile notare fastidiosi gruppi di visitatori stranieri che bighellonano spericolati durante tutto il giorno per le vie della città.
Pur registrando la presenza della pianta di papiro, da cui si possono ricavare fogli utili alla scrittura, in città c’è poco da leggere, a parte i numerosi cartelloni pubblicitari.
Economia e ambiente
Fiorente è l’industria del petrolio che, in onore alla raffinatezza dei gusti locali, viene chiamata “raffineria”. L’occhio pubblico è certamente rivolto all’ecologia ma l’orecchio, da questo lato, non ci sente. Molto diffusa la raccolta differenziata: plastica e vetro al tempio di Apollo, carta e cartone in quello di Zeus, umido e liquami alla riserva marina. Il resto va per strada.
Sport
Grandi e numerosi gli impianti sportivi, denominati “centri commerciali”, dove adulti e bambini possono praticare la “camminata” giornaliera in ambienti a microclima protetto e controllato.
Ricorrenze
Santa Lucia è la patrona della città; pare che quando l’ha saputo non ci ha visto più dagli occhi.
Gastronomia
Ottime le granite con la brioche a colazione, specialmente quella di mandorla canadese.
Mafia
C’è.

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Supersantos

>> 03 maggio, 2010

MICCOLI, UN DIO (DEL PALLONE) E'
FRA NOI. E SEGNA PURE TANTI GOL...
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Biografia
Nasce a Nardò, in provincia di Lecce, il 27 giugno 1979.

Fonti bene informate (tale Omero, di Smirne in Turchia) assicurano che sia nato grazie all'incontro fra Zeus e la dea Eupalla. Solo così si spiegherebbe la sua innata confidenza con il pallone. [Nella foto a destra: Zeus mentre seduce la dea Eupalla] Dal 24 settembre 2009 è cittadino onorario di Corleone, ma non per meriti mafiosi.
Carriera
Mostrò il suo divin talento sin dalla più tenera età: a tre anni cominciò a dare calci a una piccola palla di pelle, fatta da Apelle suo nonno. Non smise più e l'accaduto divenne leggenda. E' da allora, infatti, che nel Salento si tramanda questa filastrocca: "Apelle, nonno di Miccoli, fece una palla di pelle di pollo per far giocare il suo nipotollo [in dialetto, Ndr]".
Nel 1992 fu notato dal Milan che lo prese per farlo giocare, e crescere, nel suo settore giovanile.
Diede spettacolo e fece miracoli (a Milanello ricordano ancora quando, durante una partita il cui risultato non voleva sbloccarsi, il nostro si alzò dalla panchina, entrò in campo e cominciò la moltiplicazione delle reti). Ma la sua natura divina gli permise di conoscere il futuro con largo anticipo: sognò l'ascesa politica di Berlusconi, allora semplicemente presidente della squadra rossonera, e decise perciò di mollare tutto e tornarsene acasa.
Lo stesso miracolo si ripetè anche quando, nel 2002, fu acquistato dalla Juventus.
Una calda notte di primavera sognò Moggi, nella sua versione di capo mafioso calcistico.
Non potè resistere e chiese di essere ceduto. Venne dato in prestito alla Fiorentina ma, anche in questo caso, le sue doti divinatorie gli fecero presto capire che non era aria nemmeno in riva all'Arno. Successivamente fu prestato al Benfica, dove realizzò cose egregie. Tanto che in Portogallo, dopo la festa dedicata alla Madonna di Fatima, gli hanno dedicato una giornata di festa nazionale il giorno del suo compleanno.
Ma fu durante l'estatedel 2007, al ritorno a Torino dopo la fine del prestito al Benfica, che Fabrizio Miccoli ebbe la più importante delle sue divine visioni. Mentre passeggiava tranquillamente, fra un pausa e l'atra degli allenamenti, a Vinovo gli si materializzò davanti Maurizio Zamparini. Con tono grave ma rassicurante gli disse: "Fabrizio, tu sei il prescelto! Seguimi a Palermo e con te faremo grandi cose..."

Tutto il resto è cronaca recente.
Caratteristiche tecniche
Attaccante tecnico, rapido e scattante, è dotato di un tiro preciso e potente e predilige la posizione di seconda punta. Col piede destro può materialzzare qualsiasi sogno proibito del più fantasioso dei tifosi. Alcune leggende, sicuramente apocrife, dicono che un giorno imprecisato, durante un allenamento a Boccadiflaco, calciò un'arancia che andò a insaccarsi - con millimetrica precisione - all'incrocio dei pali. Sì, ma dentro la porta situata sotto la Curva Nord dello stadio Renzo Barbera!
Curiosità
Con il gol messo a segno nella partita Siena-Palermo è entrato di diritto nella storia del Palermo. Mai nessun attaccante prima di lui aveva segnato tanto, con ancora due partite da giocare.
Nel caso di qualificazione ai preliminari di Champions League, Fabrizio Miccoli non ha promesso nulla di speciale. "Non vendo fumo" ha dichiarato di recente "Nel caso dovesse accadere mi limiterò, come ormai faccio abituamente, a camminare sulle acque del mare di Mondello!"

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Biografie

>> 27 aprile, 2010

IN ATTESA DEL LOMBARDO QUATER
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Se ne parla e se ne riparlerà ancora a lungo. Giusto in questo giorni poi che si prospetta un Lombardo quater... Insomma, di Raffaele Lombardo - attuale presidente della Regione Sicilia - ne sentiremo parlare ancora e ancora e ancora... E allora, proprio per fare un ripassino di storia contemporanea, noi della Vucciria abbiamo pensato bene di ricordarvi un po' chi è e chi è stato Raffaele Lombardo. Chi sarà... Beh, questa è una storia che lasciamo volentieri ai posteri.
Noto calciatore catanese. Ha militato per svariati anni nei campionati cosiddetti politici regionali prima e nazionali poi, occupando quasi sempre il ruolo di regista occulto.
Ha esordito nel lontano 1977 nelle fila delle giovanili della più forte squadra di quel periodo: la Democrazia Cristiana. Qui ha fatto tutta la carriera possibile e immaginabile: da magazziniere a tesoriere nel giro di un ventennio scarso. Quando la squadra, per motivi squisitamente giudiziari (un fallimento improvviso della proprietà), si sciolse, Lombardo contribuì attivamente alla nascita della poco nota CCD (vedi scheda sotto) e della più famosa UDC. Militando, in entrambi i casi, non soltanto nei campionati regionali ma anche in quelli nazionali. Con alcune presenze anche nelle Coppe Europee.

Negli anni Novanta fu al centro di alcune querelle giudiziare. Si parlò di combine e di compra-vendita di partite. Non si è mai saputo l'esatto sviluppo della vicenda: pare che il nostro si fosse appropriato di ingenti somme di denaro, frutto degli incassi stagionali e di varie operazioni illecite durante l'arco di alcuni campionati regionali. Fu dapprima condannato alla radiazione a vita da tutti i campionati nazionali ed esteri, salvo poi essere definitivamente assolto in appello dalla Corte Federale.

Nel 2005, stanco di essere preso sotto gamba dalla dirigenza della società che lui stesso aveva aiutato a fondare, decise di mettersi in proprio. Fondò così l'MPA (Movimento Popolare per le Autonomie), squadra della fu ed è presidente unico, dirigente massimo, giocatore e magazziniere.
Con questa sua nuova creatura si è tolto le maggiori soddisfazioni possibili arrivando perfino a disputare un Campionato Europeo per Club, giocando insieme alla compagine del Nord Italia (La LEGA) capitanata dal mitico funambolo padano Umberto Bossi. Grazie ai successi ottenuti con questa compagine, Lombardo riuscì ad arrivare - in tempi brevissimi - ai massimi livelli dirigenziali della Federazione Regionale Siciliana di Sport Politici (FRSSP). Ne fu eletto presidente, con un gran consenso di voti, il 14 aprile del 2008.

La sua presidenza è stata una delle più tormentate e, ahilui!, anche una delle più brevi della storia della FRSSP. Lombardo infatti fu costretto ad abbandonare la presidenza nel novembre del 2009, dopo aver fatto fuori politicamente una lunga serie di avversari storici ed ex-amici quali Totò Cuffaro e tutta la corrente ex-democristiana a lui facente capo.

Passerà alla storia per... Ehm, passerà alla storia per...
Mmmm... Ma siamo sicuri che passerà alla storia?!?

La sua carriera:
1977-1994 Democrazia Cristiana (dalle giovanili alla serie regionale)
1995-2002 Centro Cristiano Democratico (Serie regionale)
2002-2005 Unione Di Centro (dalla serie regionale alla Serie A)
2005-2009 Movimento Popolare per l'Autonomia (Serie A; Campionato Europeo per Club)

[fonte: Sicipedia]

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Biografie

>> 17 aprile, 2010

DELL'UTREIDE
Vita e (quasi) miracoli di un apalermitano illustre

............................................................................................................................................ Inauguriamo una nuova rubrica. Dal titolo avrete già capito che in questa sezione parleremo di persone e personaggi che hanno fatto la storia (recente o meno) della Sicilia. E Sicipedia? Beh, diciamo che sta attraversando un periodo di stanca e di ripensamenti. Non la chiuderemo, ma stiamo pensando a come cambiarla per migliorarla... Apriamo le danze con uno dei personaggi più controversi della storia politica palermitana, e non solo, degli ultimi trent'anni. Parliamo di Marcello Dell'Utri che vanta il merito, fra le altre simpatiche cosette, di essere stato l'ideatore e uno dei maggiori artefici della nascita di Forza Italia. Ne riparliamo qui riproponendovi la sua biografia già apparsa - a suo tempo - su Sicipedia. L'abbiamo arricchita di nuove vignette e aggiornata agli ultimi avvenimenti. Fateci sapere la vostra in merito e buona lettura!
Confessiamo subito di non conoscere il Dell'Utri, se non per sentito dire. Presupponiamo che sia un onest'uomo, altrimenti non sarebbe arrivato dov'è arrivato... E sicuramente troviamo ingiusto che lo sidebba condannare, caso mai il Signore Iddio volesse una cosa così grave, a unidici anni di reclusione solo perché si dice, si mormora, si ventila che ha frequentato gente cattiva. Ma però non possiamo dire che nel 1964, a 23 anni, abbia lavorato come segretario per Berlusconi, che all'epoca sponsorizzava il Torrescalla, piccola squadra di calcio di cui il nostro era allenatore. Proprio perché non lo conosciamo, né mai l'abbiamo conosciuto. Nè possiamo assicurarvi che sia tornato a Palermo nel 1967, dove si dice che avesse operato di nuovo come direttore sportivo, presso l'Athletic Club Bacigalupo. Dicono che fu durante questa esperienza che conobbe Vittorio Mangano e Gaetano Cinà, sportivi di talento appartnenti a un piccolo club cittadino denominato Cosa Nostra. Non possiamo dunque ribadire che, fatta una breve ma veloce carriera presso un istituto bancario ora scomparso, nel 1974 sia tornato a Milano per lavorare presso l'Edilnord, su diretta richiesta di Silvio Berlusconi, là svolgendo anche la mansione di segretario. Nè possiamo affermare che abbia seguito, in particolare, i lavori di ristrutturazione della villa di Arcore dopo che Berlusconi l'ha acquistata - ad un prezzo di favore - dalla marchesina Annamaria Casati Stampa (di cui Cesare Previti era il tutore legale). E di certo non ci sentiamo di dire, perché non ne conosciamo i fatti, che il 7 luglio di quell'anno abbia portato, nella villa di Arcore, il Vittorio Mangano di cui sopra. Il quale, secondo il Tribunale di Palermo, venne assunto da Berlusconi come responsabile per evitare che i familiari dell'imprenditore fossero vittima di sequestro di persona (e non come stalliere, come più volte affermato). Non pretendiamo di poter dire - sempre perché all'oscuro di ogni singolo avvenimento - che, nel 1977, il Dell'Utri si sia dimesso dalla Edilnord per essere poi assunto alla Inim di Rapisarda. Società della quale si disse che avesse relazioni con personalità di spicco della mafia (quali Ciancimino e i Cuntrera-Caruana).
Alcuni malintenzionati affermerebbero poi - ma noi smentiamo, anche se non ne conosciamo i fatti - che il 19 aprile di quello stesso anno sia a Londra, dove pare abbia partecipato al matrimonio di Girolamo Maria Fauci, più comunemente chiamato Jimmy Fauci, boss mafioso che gestisce il traffico di droga fra Italia, Gran Bretagna e Canada. Ma non possiamo nemmeno ribadire che nel 1982 abbia iniziato come dirigente la sua attività in Publitalia '80, la società per la raccolta pubblicitaria della Fininvest, società della quale si dice sia poi diventato Presidente e Amministratore Delegato. Dicono le malelingue che, un anno dopo nel 1983, nell'ambito di un blitz di arresti compiuti a Milano contro la mafia dei casinò, fosse stato trovato nella residenza del boss mafioso catanese Gaetano Corallo. E che quindi, ma non ne capiamo la consecutio, sia stato promosso l'anno dopo ad amministratore delegato del gruppo Fininvest. L'infame Vincenzo Garraffa, ex senatore del Partito Repubblicano Italiano e presidente della Pallacanestro Trapani, afferma in seguito di aver ricevuto - all'inizio del 1992 - la visita del boss trapanese Vincenzo Virga. L'infamone sostiene che questo Virga abbia detto: «Mi manda Dell'Utri» mentre veniva a riscuotere un presunto credito in nero preteso dal nostro Dell'Utri. Mah?!?...
Ma noi siamo certi della sua santità e non ci sentiamo di poter affermare, quindi che nel 1993 abbia fondato Forza Italia insieme a Silvio Berlusconi, lasciando la carica di presidente di Publitalia '80. Nè che nel 1996 sia stato eletto deputato al Parlamento nazionale. Figurarsi poi se possiamo confermare mai che nel 1995 venne arrestato a Torino con l'accusa di aver inquinato le prove nell'inchiesta sui fondi neri di Publitalia '80 o che, nel gennaio 1996 mentre è imputato a Torino per false fatture e frode fiscale e indagato a Palermo per Mafia, il Dell'Utri sia diventato deputato di Forza Italia in Parlamento. Oppure ancora che nel 1999 sia stato condannato definitivamente - sentenza passata in giudicato - per frode fiscale e false fatture con una pena di 2 anni e 3 mesi di reclusione. O che, come molti vorrebbero che facessimo, l'11 dicembre 2004, il tribunale di Palermo lo abbia condannato a nove anni di reclusione con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, a due anni di libertà vigilata, oltre che all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni (per un totale di 70.000 euro) alle parti civili, il Comune e la Provincia di Palermo. E che nel testo che motiva la sentenza si legga: «La pluralità dell'attività posta in essere da Dell'Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l'altro offerta l'opportunità, sempre con la mediazione di Dell'Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell'economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici.»
Non ci sentiamo di affermare con certezza (se non conosciamo i fatti...) che sia mai stato presidente della Fondazione Biblioteca di via Senato e della Fondazione Il Circolo del Buon Governo. O, altrimenti, che nel 2002 abbia mai fondato il settimanale di cultura Il Domenicale, direttore Angelo Crespi, di cui è tuttora l'editore. Oppure, peggio ancora!, che l'8 febbraio 2007 Letizia Moratti, sindaco di Milano, lo abbia nominato direttore artistico del prestigioso Teatro Lirico, provocando le proteste inferocite di Vittorio Sgarbi. Nè tanto meno che il 10 settembre 2007 sia entrato nel consiglio d'amministrazione del gruppo editoriale E Polis, che pubblica 15 quotidiani free-press in tutta Italia e sia poi diventato presidente della concessionaria di pubblicità, denominata Publiepolis spa. O che, nel febbraio 2008 dopo appena cinque mesi, si sia dimesso in maniera irrevocabile da entrambi gli incarichi.
Forse siamo in grado di poter affermare che, nel 2007, sia stato il senatore più assente: 673 assenze su 1637 (41,1%)?!? Oppure che sia mai stato il fondatore del Circolo dell'Utri di Milano presso il quale ospita numerosi convegni culturali? Oppure ancora che, a pochi giorni dalle elezioni politiche del 2008 - in un'intervista rilasciata a Klaus Davi - abbia mai affermato che Vittorio Mangano è stato «un eroe, a modo suo» perché «mentre era in carcere (dal 1995 al 2000 - anno di morte Ndr), avrebbe rifiutato - nonostante ripetute pressioni - di fare dichiarazioni contro di lui e Silvio Berlusconi in cambio della scarcerazione»?!? Possiamo invece affermare, perché ce lo ha confidato anche s enon lo abbiamo mai conosciuto, che non ha mai nascosto le sue simpatie per il regime del ventennio fascista e all'inizio del maggio 2009, in un'intervista al giornalista Klaus Davi, ha dichiarato che Mussolini è stato un dittatore troppo buono per riuscire a vincere la guerra. «Mussolini ha perso la guerra perché era troppo buono. Non era affatto un dittatore spietato e sanguinario come poteva essere Stalin.»
Noi, infine, possiamo solo affermare che Marcello Dell'Utri passerà alla storia!
Oppure verrà santificato... [a cura dei F.lli Graviano]

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