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Il Calendario 2012!

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Bestiario di Mondello

>> 07 dicembre, 2010

ULTIMA PUNTATA:
11) IL VENDITORE DI POLLANCHE
Chiunque si trovi a frequentare abitualmente quel microcosmo che è la spiaggia di Mondello, non avrà difficoltà a riconoscere anche i suoni che in essa si odono e associarvi anche l’immagine di colui che li emette. E mentre certi suoni sono riconoscibili anche da coloro che per caso si trovano a Mondello, prendiamo ad esempio i richiami del Coccobello o dei venditori di bibite, alcuni lasciano il turista spiazzato. Caso tipico è¨ quello del Venditore di Pollanche (fig. 11).
Nei periodi di punta sentirete spesso il suo richiamo, con cui attrae decine di acquirenti, magari anche per la curiosità di comprendere cosa sia una "pollanca". Vediamo di capirlo almeno noi. Di certo non si tratta di estimatori del noto cantante Paul Anka, a cui potrebbe pensare lo studioso distratto, nonostante la fonetica sia identica. Sveliamo l’arcano: la pollanca altro non è che la pannocchia di granoturco lessata.
Molti sono i misteri che circondano questo prelibato cibo: innanzitutto il nome; come fa una cosa che dovunque prende il nome di pannocchia a mutare nome, solo nella ristretta zona della spiaggia di Mondello, e assumerne uno tanto curioso quanto improbabile, quale quello di pollanca? Diverse sono le teorie a tal proposito, la più attendibile è quella che fa discendere la parola pollanca dalla lingua parlata dai Maya a decine di migliaia di km di distanza da Mondello, teoria spiegata in diversi modi: o attraverso l’ipotesi dei tunnel che collegherebbero remote parti del pianeta tra loro; o secondo la teoria del noto storico Juan de Bellolampos, che attesta la sosta dei Conquistadores, al loro ritorno dalle Indie, nel golfo di Mondello, per rifocillarsi dal lungo viaggio con un gustoso panino con panelle e crocchè da 3 euro. Il secondo mistero riguarda il modo in cui la pollanca è arrivata sulla spiaggia di Mondello, luogo non proprio idoneo alla coltivazione del mais. Se si fosse trattato di pesce essiccato, cosce di gabbiano, alghe fritte, ghiaccioli all’acqua di mare e via dicendo, non ci sarebbero stati misteri particolari, dato che si tratterebbe di prodotti tipici del luogo, ma altro è spiegare la collocazione della pollanca in un luogo così inusuale per lei. Anche in questo caso, la teoria più attendibile è quella del tunnel che porta direttamente alle maggiori città del periodo d’oro dei Maya. Ma da non sottovalutare sono inoltre i retaggi contadini che avrebbero potuto portare questo nobile frutto della terra sulle sabbiose riviere del golfo di Mondello.
A favore di questa seconda tesi, depongono altri fattori, primo tra tutti l’abbigliamento dei venditori di pollanche: camicie a quadri o a righe, cappellino per proteggere la cuticagna dai raggi del sole; da non sottovalutare anche la pelle spesso riarsa dal sole e le mani nodose e ruvide di chi lavora la terra. Ma non si tratta di dati assoluti che danno la massima certezza, visto che si trovano anche altri esemplari che non hanno questo abbigliamento.
Altri segni caratteristici sono: la cassetta in cui tengono il loro prezioso fardello, in tutto e per tutto la cassetta dei fruttivendoli (altro segno che li associa ai produttori/rivenditori di prodotti ortofrutticoli), la corda che permette loro di tenere la cassetta a tracolla, foderata da km e km di nastro adesivo, per evitare che con il peso, dopo un centinaio di metri il braccio sia reciso di netto con le ovvie conseguenze, la carta oleata con cui porgono ai clienti la pollanca e infine il paio di scarpe da trecking con cui affrontano le dune e il bagnasciuga della spiaggia, con una tenuta di strada che nemmeno i più potenti mezzi anfibi potrebbero vantare. (11 - fine)

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Bestiatio di Mondello

>> 03 dicembre, 2010

10) COCCOBELLO
Passiamo ora ad esaminare la categoria degli esercenti di imprese commerciali nell’ambito ristretto della spiaggia. Anche in questo caso, si può dire che il litorale non sia altro che una proiezione in piccolo della società in cui viviamo, e dunque, anche in questo caso, avremo riportate tutte le caratteristiche proprie dell’economia mondiale in piccolo, nella spiaggia di Mondello.
Il primo valoroso elemento della sempre solerte e operosa categoria degli esercenti è senza dubbio il venditore di cocco. Voi vi chiederete perché mai in ogni spiaggia che si rispetti vi debba essere un venditore di cocco. Se lo chiedono anche gli studiosi, non riuscendo a dare una risposta. Sarà forse la volontà di fare di ogni spiaggia una spiaggia caraibica? Sarà il fatto che questi poveri lavoratori dovranno pure portare la pagnotta a casa, ogni sera? Sarà che volevano trovare un prodotto originale da vendere? Questa terza ipotesi la possiamo accantonare, vedremo nei prossimi capitoli il perché.
Il venditore di cocco presenta delle caratteristiche fisiche interessanti. In figura potete notare come non si allontani mai dalla sua scodellona, carica all’inverosimile di cocco e ghiaccio. Per portarla agevolmente, tutti i venditori di cocco, tipica professione che si tramanda di padre in figlio, vengono soggetti ad una pratica durissima, ad un tirocinio che comincia in tenera età: Come in passato le donne cinesi avevano fasciati i piedi in tenerissima età per non avere i piedi troppo grandi, come le donne di alcune tribù africane allungano il proprio collo attraverso grossi anelli che indossano fin dalla più giovane età, così i venditori di cocco padri, fanno crescere a dismisura una mano dei figli(non si sa con che tecnica. È un mistero che gelosamente si tramandano), per controllare agevolmente la loro scodellona. Così, dopo anni e anni di apprendimento, dopo anni e anni di deformazione, la mano diventa una manona, con il palmo rigorosamente rivolto verso l’alto. Per rendere l’idea, le dimensioni della mano possono raggiungere quelle di un guantone da baseball. Per quanto riguarda le deformazioni, possiamo citarne altre due: innanzitutto, gli arti inferiori, perennemente sul bagnasciuga, hanno sviluppato dei piedi palmati che consentono loro di spostarsi più agevolmente sul bagnato, ma ciò ha reso loro impossibile la stabilità su un terreno asciutto. Ogni tanto, per svolgere le loro funzioni commerciali, essi si addentrano nelle zone più asciutte e calde della spiaggia, ma solitamente il loro soggiorno è di breve durata per via delle ustioni che potrebbero riportare. Infine abbiamo l’ultima deformazione, questa interna e più psichica che corporale: il venditore di cocco conosce infatti solo due o tre parole in tutto: “cocco”, “coccobellooooo” e “uneuro”(tutte rigorosamente unite!). Non sentirete mai il venditore di cocco parlare di altro o usare termini più complessi.
Nella dotazione del venditore di cocco provetto rientra anche un fondamentale marsupio, fondamentale in quanto è la cassa del venditore di cocco. E anche in questo caso, possiamo dire che Mondello è un mondo in piccolo(del resto è lo stesso nome a dirlo): prima dell’euro i marsupi erano leggeri per via delle banconote da millelire accumulate in esso; oggi, non solo vige la conversione 1000 lire = 1 euro, ma il venditore di cocco sente aumentare il peso del suo marsupio a dismisura, per via del gran numero di monete. Ma il marsupio ha anche un’altra grande funzione: la cinghia che lo lega ai fianchi del venditore di cocco funge da utilissimo appiglio per le pinze(quelle per gli spaghetti, riciclate per il suo scopo commerciale), con cui l’esercente preleva il pezzo di cocco per porgerlo al cliente(credevate che usasse le mani?). E’ un vero spettacolo della natura assistere alla perizia con cui il venditore, prima di consegnare il pezzo di cocco, inclini il palmo della sua manona, in modo da far fuoriuscire dalla scodella un filo di acqua gelata per rinfrescare il cocco, dopo che si è cotto al sole per giorni e giorni.
A questo proposito si narrano inquietanti leggende metropolitane su questa categoria: si dice che alcuni venditori inesperti ogni tanto si lascino sfuggire pezzi di cocco per la spiaggia: ebbene, alcuni raccontano che il venditore, dopo essersi attentamente guardato intorno, abbia raccolto il pezzo di cocco sporco di sabbia e l’abbia sciacquato con acqua di mare. Non sappiamo quanto siano attendibili queste voci, ma noi ne diamo atto, sperando di non dover mai assistere con i nostri occhi a cotali scene. (10-continua)

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Bestiario di mondello

>> 25 novembre, 2010

9) LE GIOVANI D'OGGI
Parallelamente a quanto avviene con il genere maschile di questa specie, ad una prima osservazione non si può non rimanere spiazzati; sembrerebbe quasi che ci sia stata un’inversione delle caratteristiche comportamentali: se un tempo il ruolo del bullo apparteneva al maschio, oggi invece non è difficile trovare questo comportamento nelle femmine di Giovane d’Oggi. Analogamente, i maschi sono ormai più vanitosi delle stesse Giovani. Comunque non si può certo dire che siano sciatte o poco curate nell’aspetto estetico. E’ possibile affermare tutto il contrario.

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Bestiario di Mondello

>> 17 novembre, 2010

8) I GIOVANI D'OGGI
Si tratta di una specie molto mutevole, non tanto perché negli anni precedenti non esistesse, ma più che altro, perché va adattandosi all’ambiente esterno e alle leggi della moda. E’ questa infatti la caratteristica che contraddistingue i Giovani d’Oggi: sono maledettamente trendy, troppo di tendenza! Altra caratteristica è quella di avere comportamenti differenti dagli appartenenti alla stessa specie ma di sesso femminile. Per questo sarà necessario affrontare la descrizione dei Giovani d’Oggi, distinguendoli per sesso.
Paradossalmente, si potrebbe a prima vista pensare di fare confusione tra soggetti di sesso maschile e di sesso femminile;

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Bestiario di Mondello

>> 04 novembre, 2010

7) I GIOCATORI D'AZZARDO
Assieme ai Banchettanti, quella dei Giocatori d’Azzardo è un’altra delle colonne portanti della fauna di Mondello. Senza questa specie, si potrebbe pensare di essere in un altro luogo e non sulla ridente spiaggia preferita dai palermitani. Come nel caso dei banchettanti, anche i Giocatori d’Azzardo vivono, si spostano e, naturalmente, giocano in comunità. Si tratta di assembramenti di persone (4 come minimo) che nella vita non hanno altro scopo, se non quello di dilapidare il loro stipendio, giocandoselo a carte. Tutti potranno a questo punto notare che non si tratta di una specie tanto singolare, visto che sono molte le persone colpite da questo difetto; ma la particolarità è che Mondello è il luogo di ritrovo estivo per questi figuri.

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Bestiario di Mondello

>> 23 ottobre, 2010

6) LA MADRE
(TROPPO) PROLIFICA
Osservando questa curiosa specie, la prima domanda che vi si proporrà sarà: “Ma com’è che in Italia siamo a rischio di crescita zero?” Eh già, la domanda è corretta, in quanto la Madre (troppo) Prolifica, da sola, sembrerebbe garantire secoli e secoli di discendenza per l’italica stirpe; ma a questo punto, è d’obbligo la descrizione.

Essere femminile di solito piuttosto giovane(ha un’età imprecisata che va dai 25 ai 40 anni), vanta un numero imprecisato di figli, mai inferiore ai tre.

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Bestiario di Mondello

>> 14 ottobre, 2010

5) LE LUCERTOLE
Razza assolutamente innocua e pacifica, quella delle Lucertole non è caratteristica unica della spiaggia di Mondello, essa è presente anche in altre spiagge e il fatto di ritrovarla anche in questo luogo, fa sì che Mondello, dopo tutto possa essere definita ancora come spiaggia.
La caratteristica fondamentale delle Lucertole è quella di stare perennemente sotto i raggi del sole. L’allusione ai noti rettili è dovuta proprio a questa caratteristica. La Lucertola solitamente predilige la spiaggia, perché rende più comoda la sua permanenza spropositatamente lunga sotto il sole. E’ vero che esistono anche Lucertole di scoglio, questo essere è infatti molto versatile e si adatta facilmente a diverse tipologie di terreno. All’aspetto si presenta con un evidente colore bronzeo, se non marrone bruciacchiato, frutto delle ore trascorse a macerarsi sotto il sole.

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>> 07 ottobre, 2010

4) I BANCHETTANTI
E' questa una delle specie più frequenti da vedere nella spiaggia di Mondello. Non vederla significa che qualcosa di grave ha sconvolto l'ecosistema di Mondello. Si tratta di una specie appartenente alla categoria dei Pachidermi, anche in questo caso si nota una maggiore prevalenza della femmina sul maschio a livello familiare e di conduzione del menage. La loro occupazione fondamentale è quella di cibarsi, sfamarsi, ingozzarsi, strafogarsi con ogni cosa che sia lontanamente commestibile. La loro vita si svolge in funzione di questo sacro momento e, pertanto, la loro giornata tipo si svolge in modo molto metodico con rare variazioni di programma. L'insediamento sul territorio di loro competenza (il naturalista esperto noterà che ricorrono alcune caratteristiche del Bagnante Invadente) precede il posizionamento degli elementi fondamentali per la loro vita: ombrellone con diametro esagerato, tavolino di plastica per otto persone con pratico foro per far passare l'asta dell'ombrellone, sedie in plastica o in legno pieghevoli. Intorno a questa postazione si svolge la vita dei Banchettanti.

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Bestiario di Mondello

>> 25 settembre, 2010

3) IL BAGNANTE INVADENTE
Anche questa specie prolifera lungo la spiaggia di Mondello, ma difficilmente la vedrete nella sua forma pura: è difficile avvistare un essere che appartenga unicamente alla specie del Bagnante Invadente, è più semplice che la specie si mescoli con altre specie, ad esempio con la specie della Signora Logorroica, dei Banchettanti o dei Giocatori Incalliti; spesso la specie di Bagnante Invadente si mescola anche con quella delle Lucertole; è questo il miscuglio che rende più semplice l’analisi di questa specie, visto che la Lucertola (vedi infra) è di per sé una specie innocua e abbastanza asociale, quindi lascia affiorare le caratteristiche salienti del Bagnante Invadente.

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>> 14 settembre, 2010

2) LA SIGNORA LOGORROICA
Fate attenzione a questo esemplare, davvero pericoloso: è una specie che prolifera abbondantemente nella spiaggia di Mondello. Essa è tanto comune quanto pericolosa, ogni cortile può annoverarne anche una decina. Ricorda fisicamente i mastodonti, con un corpo da leone marino, che fa intuire una possibile frequentazione della spiaggia anche d’inverno, dato lo spesso strato di grasso, il capello bianco e costume intero d’ordinanza (ma in letteratura si annoverano casi di bikini, sempre rigorosamente nero). Il loro habitat è diverso da quello del Padre (eccessivamente) Apprensivo: passano gran parte della giornata nelle zone più torride del cortile, di solito sotto un ombrellone abbastanza grande da coprirne la massa corporea con la sua ombra; solo nei momenti di maggiore calura si concedono un bagno, ma non osano andare lontano: rimangono per lo più dove l’acqua è già per loro “abbastanza alta”, ovvero quando arriva al ginocchio.

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Bestiario di Mondello

>> 07 settembre, 2010

(NdR: Inauguriamo qui una nuova/vecchia rubrica interamente pensata e realizzata dal nostro Albo - Alberto Turturici per gli ignoranti. Nuova per noi e voi della Vucciria, vecchia perché il prode autore la realizzò nell'ormai lontanissimo 2005. Leggetela, vi accorgerete quanto sia ancora di estrema attualità... Buon divertimento picciotti!)

IL PADRE (ECCESSIVAMENTE) APPRENSIVO
E’ questa una curiosa figura, che difficilmente si trova su questo ed altri litorali, ma che desta particolare curiosità ed interesse scientifico non appena venga avvistata. Si tratta di una sorta di ominide, dalle braccia spropositatamente lunghe e le gambe corte, molto prolifico (in genere ha dai 3 ai 5 figli), con una prominente pancia, capigliatura piuttosto rada e la tendenza a portare il costume molto abbassato soprattutto mettendo in evidenza parte del fondoschiena.

L’attività principale di questo curioso essere è badare ai figli, compito questo che potrebbe essere attribuibile a qualunque genitore senza destare comunque l’interesse di noi Naturalisti. Ma ciò che colpisce è l’intensità con cui il Padre (eccessivamente) Apprensivo svolge il suo compito: non si allontana mai dai suoi figli, si sdoppia o si triplica qualora i suoi figli si trovino in posti differenti in uno stesso momento, stabilisce come i figli debbano giocare, le regole dei giochi, la potenza da imprimere al pallone, l’altezza di un castello di sabbia, quanti secondi sott’acqua possono stare, non transigendo se i figli non sono d’accordo con lui: quest’essere, all’apparenza mite, può incattivirsi sino a giungere alla minaccia di tornare subito a casa(chiaramente infliggendo così una punizione non solo ai figli ma anche a se stesso). Nonostante la meticolosità con cui pianifica i giochi dei figli, non riesce ad ottenere grandi risultati, essendo i figli naturalmente propensi a disattendere gli ordini del padre. Questi calcola con attenzione anche i tempi di digestione dei figli (calcolando mostruosità quali: un pacco di patatine = un’ora senza farsi il bagno) e alle lamentele dei figli per questi tempi di attesa eccessivi, commenta stupito: “Io non capisco perché quando venite a mare dovete per forza entrare in acqua!”, come se altrove, nel resto dell’anno quei poveri piccoli potessero sguazzare in acqua!

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