19 luglio 1992...
>> 12 luglio, 2010
Apro la finestra, mi manca l'aria. poi vado a prendere una sigaretta e il primo tiro mi ridà al mondo. è il 18 luglio 2010, domani saremo di nuovo lì, in marcia a ricordare l'emblema della lotta alla mafia. Il calendario per noi palermitani è pieno di appuntamenti simili, dove - sempre gli stessi - ci incontriamo e con una pacca sulla spalla ci chiediamo "come stai?" e camminiamo. Sono 18 anni che non c'è più, anche la morte diventa maggiorenne e mentre tra camera e senato distruggono il suo operato, domani, i giaccaecravattaconsguardocompito saranno tutti lì a commemorarlo. com'è che era quello slogan? ah sì.. "le loro idee cammineranno sulle nostre gambe". Non è vero, non è stato così. quel calendario che conosciamo bene, quando arriva il 23 e il 19 fa più male perché quando successe c'eravamo tutti e sappiamo come è cambiato tutto da quel momento, la storia si è incrinata, ho capito che esisteva realmente il male e che vinceva sul bene e non come quei cazzo di cartoni animati giapponesi mi avevano fatto credere fino a quel momento che il bene trionfa sempre. Io ero nel mio stabile il 19 luglio di 18 anni fa, solo che ero 3 piani più su di casa mia, a casa di un'amichetta a giocare. avevo 13 anni, l'estate era alle porte e io fantasticavo sul primo ragazzo che mi avrebbe baciata. non capivo molto di quello che succedeva nelle aule di tribunale, ogni tanto sentivo di bunker e alcuni nomi di esponenti mafiosi, ma non è che avessi coscienza di cosa si parlava, avevo capito da alcuni compagni di scuola che "essere un Buscetta" non era una cosa buona perché quando litigavano si insultavano così, come io e i miei cugini alle elementari che quando litigavamo ci dicevamo: "sei il Signor Sachimbene!", che era il bidello della nostra scuola per il quale nutrivamo un'inspiegabile antipatia. Il giorno del non ritorno è scalfito nella mia mente, ricordo i genitori della mia amica sconvolti, la signora Paruta aveva le lacrime agli occhi mentre preparava la cena. Passavano le immagini dell'attentato e ricordo l'odore di melanzane fritte e di mentuccia. In questi 18 lunghi anni ho imparato a conoscerli e ad amarli e la cosa che mi fa ancora male è l'impotenza, allora ero troppo piccola, adesso invece mentre distruggono le leggi e fanno dell'Italia uno zimbello da esportare, non ho scuse. Mi chiedo solo dove troverò le parole per spiegare tutto questo ai miei figli…
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