Interviste

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C'è un gioco che a noi satiri piace molto, un trucchetto usato e abusato per smascherare (il più delle volte riuscendovi) le bugie del potere: l'interpretazione, l'esegesi delle parole di un uomo politico. Purtroppo, recentemente, queste sono diventate talmente grottesche e contraddittorie che questo gioco è a forte rischio di inutilità ed estinzione. Poi, per fortuna, capita di leggere interviste come quella apparsa pochi giorni fa su un noto quotidiano locale. In questa sequela di belle e altisonanti parole il sindaco della città di Palermo, l'avvocato Diego Cammarata, prova a dire la sua sullo stato delle cose. Noi, che siamo dei simpatici rompiscatole, abbiamo provato a fare le pulci alle parole del sindaco. Ecco quello che ne è venuto fuori. [Nb.: In grassetto abbiamo messo le domande del giornalista, in nero le risposte del sindaco e in arancione quello che - secondo noi - avrebbe voluto dire veramente]
[...]I numeri parlano chiaro: Palermo nel 2008 è prima in Italia per disoccupazione
L’analisi va fatta sulle performance. Quando mi sono insediato, nel 2001, il tasso di disoccupazione era al 25%, oggi siamo al 17% e in questo arco di tempo solo otto province in tutta Italia hanno fatto meglio
L'analisi va fatta sulle performance e le mie, si sa, sono sempre stupefacenti! Nel 2001 il tasso di disoccupazione cittadino era così alto che mi son dovuto inventare altri precari e finti contratti di consulenza e/o assunzione varia per poterlo taroccare il dato. In fondo, solo poche altre città hanno fatto meglio di noi. Addis Abeba, per esempio, sta molto peggio...
Non sarà un po’ poco? Resta il sentimento diffuso di una recessione percepita da tutti.
Secondo l’Istat, la disoccupazione complessiva in Italia a gennaio di quest’anno ha toccato il minimo assoluto dal 2004 e il Pil nazionale ha registrato nello stesso mese il calo più netto dal 1971 ad oggi. Utilizzare gli effetti di una crisi molto più grande di noi per attaccare il Comune è strumentale, oltre che fazioso. Credo piuttosto che molte delle critiche nascano esclusivamente da ostilità dovute a misure impopolari da noi adottate in questi anni, dall’aumento del 75% della Tarsu alla storia dei pass per la Ztl. In realtà le condizioni economiche della città sono cresciute e la nostra azione ha prodotto benefici al sistema produttivo
Ma come fate a non vedere che questa città è diventata un vero e proprio paese della cuccagna? Ho aumentato la TARSU del 75%, ho imposto le ZTL e le targhe alterne cosicché i vigili potessero fare multe come se piovesse. Insomma, misure impopolari sì ma che ci hanno fatto intascare tanti bei soldini. Una cuccagna appunto. Per noi, quanto meno...
Addirittura? Voi e le categorie produttive avete una visione diametralmente opposta di una stessa realtà.
Quando sono diventato sindaco, Palermo non aveva ancora un piano commerciale. Con noi sono state inaugurate 16 grandi strutture di vendita per un saldo attivo di 3 mila posti di lavoro. Dal 2003 sono stati aperti 13 alberghi per quasi 900 posti letto e 120 bed & breakfast. E dal 2001 abbiamo rilasciato 1661 fra autorizzazioni e concessioni edilizie nel solo centro storico, cioè il 75% del dato totale dal 1993 a oggi. Numeri che comprovano la funzionalità dei nostri uffici. E smettiamola con questa storia del numero eccessivo di personale
Quando sono diventato sindaco, Palermo era una città piena di putìe e negozietti. Grazie al mio intervento di riqualificazione del commercio urbano l'ho trasformata in una metropoli. Vuota, certo, ma volete mettere la porca figura che fanno quegli splendidi mega centri commerciali alla periferia della città? E pazienza se per strada si perdono posti di lavoro. Tanto poi li riassumo io nei vari uffici comunali inventati ad hoc...
Anche questo è un dato inconfutabile, però. La stessa Corte dei Conti parla di aumento esponenziale dei dipendenti cui non corrisponde, tutt’altro, un miglioramento dei servizi.
Che cosa mi si chiedeva di fare con le migliaia di precari che mi sono ritrovato in eredità? Licenziarli? Sarebbe stata una follia. Dal punto di vista sociale, perchè in coincidenza con una così grave crisi congiunturale, se non li avessi stabilizzati avrei massacrato la città. E dal punto di vista economico, perchè non c’è un solo economista in Italia che non sostenga che bisogna proteggere il precariato e le fasce deboli della popolazione in un momento di grave crisi come quello che si attraversa. Noi abbiamo sottratto questi lavoratori al ricatto politico, la loro stabilizzazione era ineludibile. E torno a ricordare che io, fin dal mio insediamento, non ho creato un solo nuovo precario
La stabilizzazione contrattuale di tutti questi precari è stata fatta, nel corso di questi anni, non per sfizio personale, ma per paura. Volevo vedere voi con le ruote della berlina bucate un giorno sì e l'altro pure e le teste di capretto infilate sotto le lenzuola, anche queste un giorno sì a l'altro pure. E poi, così facendo, li ho sottratti al ricatto politico. Sì, quello degli altri, mica il mio... L’aumento dei dipendenti non ha però di certo prodotto servizi migliori.
Che bisogna migliorare le perfomance di tutti i dipendenti, siano essi comunali di lungo corso o ex precari, è di certo un obiettivo cui tendere. Ma non facciamo di tutta l’erba un fascio: molti ex Lsu sono da tempo inseriti nel ciclo produttivo del Comune e la loro assenza avrebbe semmai peggiorato la qualità attuale dei servizi offerti alla città
Non è colpa dei dipendenti se i servizi sono scadenti. I dipendenti che ho assunto in tutto questo tempo sono stati assunti solo ed esclusivamente come merce di scambio: io dò il lavoro a te, tu dai il voto a me. Mica gli è stato detto che avrebbero dovuto lavorare sul serio...
Può negare che in altre città esistono servizi migliori con un bacino di addetti notevolmente più basso?
Ho sempre addebitato alla mancanza di stabilità e di senso di appartenenza qualche atteggiamento di disaffezione manifestato da alcuni lavoratori, che può aver inciso sulla loro produttività. Non c’è dubbio che la tendenza deve essere quella di fare meglio: dovranno crescere gli standard produttivi, mentre l’impegno economico ha già raggiunto l’apice. Piuttosto adesso tocca alle imprese
E chi lo nega. E' per quello che ho la residenza a Urbino...
Cioè?
Serve una più netta separazione di ruoli fa enti locali, autorità d’ambito e gestori del servizio, attraverso forme di privatizzazione, passaggio essenziale per favorire i necessari ulteriori processi di crescita
Cioè, bisogna privatizzare in primis per capitalizzare al meglio quel che è rimasto delle aziende municipalizzate. Immagini che se riesco a vendere ai privati l'AMIA, il Nobel per l'economia truccata non me lo leva più nessuno...
Eppure perfino da sinistra la accusano di essere un sindaco poco liberale...
Noi abbiamo avviato il processo di privatizzazione con Amg Gas e vorremmo farlo anche con Gesap, nonostante qualcuno ci mette i bastoni fra le ruote. Nè intendiamo fermarci. Pensiamo al settore rifiuti, anche se attendiamo di conoscere le risultanze dell’attività dei commissari giudiziali all’Amia
Come le dicevo, aspetti che riesca ad assestare quei due tre trucchetti che ho in serbo e poi vedrà la sinistra chi è liberale e chi no... Ma poi, che significa liberale?!? Io sono avvocato...
La privatizzazione dei servizi spesso però produce un aumento dei costi. Basti vedere cosa sta succedendo con le bollette dell’acqua...
Se vogliamo servizi migliori dobbiamo anche accollarci costi maggiori. L’importante è che fra qualità e tariffe ci sia la giusta proporzione
Come nel caso della TARSU, se ho deciso di aumentare le tariffe dell'acqua non è mica stato perché sono impazzito. E' chiaro che ad aumento tariffario seguirà anche un innalzamento della qualità del servizio. Dai rubinetti di casa mia, per esempio, è previsto che fuoriesca acqua Ferrarelle purissima. Da quelli degli altri non so...
Beh, l’aumento del 75% della Tarsu non è certo coinciso con un miglioramento nei servizi di raccolta dei rifiuti. Anzi...
Lì il problema è stato fisiologico, non patologico. Sono peggiorate le condizione economiche dell’Amia, non i servizi, andati in crisi solo in occasione di alcune proteste dei lavoratori o per i tanti guasti ai mezzi, sui quali ora stiamo investendo
Non è mica colpa mia se, all'improvviso - senza che ne sapessi nulla (giuro!), l'AMIA ha incominciato a incamerare debiti su debiti. Certo, mica potevo chiedere loro di andare a Carrapipi invece che a Dubai... I viaggi costano, lo sapete no? E ancora, mica ho detto io a quei debosciati degli spazzini di scioperare ogni giorno o quasi. Miii quante storie per un paio (o forse più) di stipendi arretrati...
Ma è davvero così difficile il dialogo con le organizzazioni produttive?
Credo che questo si possa dire solo per Camera di commercio e Confcommercio. La ragione di certi atteggiamenti ostili e preconcetti mi sfugge. Non so se è politica o di altra natura
Comunisti! Sono solo comunisti! Tutti, dagli industriali ai piccoli imprenditori... E' per quello che ce l'hanno con me. Comunisti e disfattisti!!!
Come sono andato?!? Ce l'ho la stoffa del sindaco combattente, no?




















